ABI
Banche: Road Show Italia 2011-12, al via a Cuneo
29 novembre 2011, 21:24
Le banche vanno in piazza per incontrare da vicino i cittadini e comunicare il senso e l’importanza della propria attività quotidiana: dopo aver ospitato la prima tappa del “Road Show Italia 2011-2012” promosso dall’ABI, Cuneo è stata nuovamente teatro di un’iniziativa tesa a creare occasioni di incontro ravvicinato tra l’industria bancaria e i cittadini sul territorio. Un giorno di mercato, momento principe di aggregazione sociale della città e del territorio di Cuneo, ha offerto l’occasione alle banche di avvicinarsi alle persone andando loro incontro con l’obiettivo di favorire coinvolgimento e partecipazione diretta e in tal modo trasmettere cosa fanno ogni giorno le banche italiane per il Paese.
Nella centralissima piazza Galimberti cinque stand dedicati ad altrettanti prodotti bancari (mutuo, carte di pagamento, conto corrente, servizi di investimento e banca online) e animati da dipendenti degli istituti cittadini hanno invitato famiglie, cittadini e giovani ad osservare l’attività delle banche da un diverso punto di vista, descrivendo come cambierebbe la vita di tutti se le banche non ci fossero. Nell’ambito di questa inusuale occasione di dialogo e confronto (e il format che ha debuttato a Cuneo potrebbe venir replicato nelle prossime cinque tappe del Road Show che attraverserà tutta l’Italia, da Vicenza a Ragusa) le banche hanno richiamato l’attenzione dei cittadini sull’essenzialità dei servizi bancari nella vita di chiunque, tanto nella normale attività quotidiana quanto nella realizzazione dei piccoli o grandi progetti di ognuno.
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Leggi tutto >>Accordo banche – imprese su impieghi scaduti
23 novembre 2011, 11:26
È stato firmato oggi il Protocollo d’intesa “Comunicazione alle imprese sull’entrata in vigore dei nuovi termini per la segnalazione degli sconfinamenti bancari (past due)” per mitigare l’effetto dei più ristretti termini. Hanno aderito all’accordo ABI, Alleanza delle Cooperative italiane, Assoconfidi, Confagricoltura, Confedilizia, CIA, Coldiretti, Confapi, Confindustria e Rete Imprese Italia.
Al 1° gennaio 2012 per il credito alle imprese le banche italiane dovranno segnalare gli sconfinamenti dopo 90 giorni, invece che dopo gli attuali 180. Al termine di quest’anno scade infatti la deroga temporanea prevista da Basilea 2. Per il credito retail e verso gli enti pubblici resta invece in vigore la deroga permanente, che permette alle banche che utilizzano sistemi di rating interni di continuare a segnalare gli sconfinamenti dopo 180 giorni. Per il credito retail, Basilea 3, che dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2013, prevede l’abolizione di questa deroga permanente. Si tratta di un’ipotesi non immediata, mentre è molto vicino il 1° gennaio 2012 e la disposizione per cui le banche segnaleranno i past due dopo 90 giorni di sconfinamento continuativo.
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Con la sigla del Protocollo vengono messi in campo strumenti informativi e di supporto alle imprese, perché siano preparate alle nuove regole. Le banche che aderiranno all’iniziativa “si impegnano ad esaminare tempestivamente le posizioni delle imprese”. L’accordo prevede anche che: “ferma restando la piena autonomia della banca nella valutazione del merito creditizio dell’impresa, l’esame mirerà a valutare le effettive necessità finanziarie delle imprese e il rapporto fra le linee accordate e gli utilizzi, nonché ad evidenziare gli sconfinamenti sopra la soglia di rilevanza, focalizzando l’attenzione sull’entità e la durata dei medesimi”. Il Protocollo stabilisce anche la possibilità di interventi ad hoc, considerando di “valutare insieme all’impresa cliente eventuali soluzioni personalizzate per il rientro dagli sconfinamenti, anche ricorrendo a forme tecniche di finanziamento sostitutive”.
Leggi tutto >>Crisi: al via Btp day il 28 novembre sul secondario
23 novembre 2011, 11:18
Cresce l’adesione al Btp day. Insieme all’ABI, il cui Comitato esecutivo ha aderito alla proposta, hanno deciso di dare il proprio appoggio anche l’Associazione italiana degli analisti finanziari (Aiaf),
l’Associazione degli operatori dei Mercati Finanziari (Assiom Forex) e l’Associazione italiana intermediari finanziari (Assosim). L’obiettivo è dare un chiaro segnale del proprio impegno per l’Italia. L’investimento in titoli di Stato da parte dei cittadini può essere un contributo importante per dimostrare la fiducia che gli italiani hanno nel proprio Paese. Investire in titoli di Stato italiani in questo momento può aiutare a migliorare l’aspettativa complessiva che i mercati hanno nei confronti dell’Italia.
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Il prossimo lunedì 28 novembre, le banche che aderiscono all’iniziativa consentiranno ai propri clienti di investire in titoli del debito pubblico, rinunciando alle commissioni. Famiglie, imprenditori o imprese, possono beneficiarne. Sono esclusi solo gli investitori istituzionali. Il 28 novembre l’iniziativa si riferisce al mercato secondario, cioè ai titoli già emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che circolano sul mercato tra i risparmiatori, gli investitori e gli intermediari. Sull’acquisto di questi titoli i clienti non pagheranno le commissioni normalmente previste.
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Leggi tutto >>Credito: al via accordo banche – imprese per informazioni e supporto
22 novembre 2011, 11:16
Confindustria Puglia e ABI Puglia hanno sottoscritto una lettera di intenti per assistere al meglio le imprese alla luce della prossima scadenza, che prevede
nuovi termini per gli sconfinamenti bancari a partire dal prossimo anno.
Dal 1 gennaio 2012, infatti, si concluderà il periodo di deroga concesso da Basilea 2 alle banche italiane per effettuare la segnalazione degli sconfinamenti (Past-due) dopo 180 giorni. Dall’inizio del 2012 la segnalazione dovrà essere attivata dopo 90 giorni, in armonia con il resto dei sistemi bancari europei. Tutto questo, se non conosciuto, rischia di compromettere ulteriormente la possibilità di accesso al credito Confindustria e ABI Puglia, per dare un aiuto concreto alle imprese, hanno concordato la possibilità di esaminare tempestivamente le posizioni delle aziende che possano oggettivamente essere ricomprese tra le posizioni definite “Past Due”.
Ciò con riferimento a tutte le banche del territorio che hanno già aderito a tale iniziativa e alle imprese associate a Confindustria.
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Leggi tutto >>Credito al Credito 2011
22 novembre 2011, 11:11
Domanda di prestiti e livello compravendite in calo. È questa la premessa di cui tener conto nella seconda edizione di “Credito al Credito 2011”, una tre giorni organizzata a Roma dall’ABI. “Di fronte ad un contesto economico in continua tensione – ha sottolineato il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini – che non consente previsioni affidabili sulle prospettive di crescita del Paese, occorre ampliare gli sforzi per soluzioni più strutturate a favore delle famiglie italiane alle prese con specifiche esigenze finanziarie. È necessaria una sinergia ancora maggiore con Istituzioni e Consumatori per individuare misure percorribili e sostenibili a tutela dei mutuatari in difficoltà”.
Ciò appare ancora più necessario, considerando che il quadro attuale restringe il possibile ambito di applicazione dell’iniziativa delle banche. In particolare, se lo stress sul rischio sovrano Italia non si riduce e rientra su livelli fisiologici, i canali di trasmissione tra rischio sovrano e rischio bancario non potranno che generare pressioni al rialzo sul costo del funding. Ne deriveranno inevitabili impatti sui tassi dei prestiti e quindi sulla domanda di credito e sull’economia.
Riferendosi ai dati più recenti a disposizione, dall’analisi del mercato dei prestiti alle famiglie emerge un tasso di crescita delle consistenze pari al 5,5% nel periodo settembre 2010-2011 (615 miliardi di euro). Quasi il doppio della media dell’Area Euro (3,2%). Per quanto riguarda i soli mutui, nello stesso arco di tempo, si registra una crescita del 5%. Ne consegue una riconfermata capacità della banche italiane nel venire incontro alle famiglie che, nel confronto tra passività finanziare e reddito disponibile, continuano comunque a risultare le meno indebitate in Europa.
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Leggi tutto >>Tre miliardi e mezzo di euro per le imprese italiane che vogliono operare nella Corea del Sud.
21 novembre 2011, 11:08
Tre miliardi e mezzo di euro per le imprese italiane che vogliono operare nella Corea del Sud. È questo il plafond messo a disposizione dal settore bancario per finanziare le esportazioni e gli investimenti degli imprenditori in un Paese che, negli ultimi decenni ha saputo realizzare una crescita senza precedenti e oggi, nonostante la crisi economica internazionale, si è ripreso velocemente tornando a crescere a un ritmo superiore al 6%, grazie soprattutto a ottimi fondamentali che gli garantiscono solide prospettive di sviluppo.
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La Corea del Sud è tra i paesi tecnologicamente più avanzati al mondo: il secondo per diffusione di ICT, il quarto per deposito di brevetti, il quinto per competitività scientifica, l’unico col 96% delle utenze con connessione a banda larga. “Anche per questo – ha detto Rosa – le banche italiane guardano con sempre maggiore interesse alla Corea del Sud, soprattutto all’indomani dell’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio che in tre anni eliminerà il 96% delle tariffe sulle merci europee e il 99% dei dazi sulle quelle coreane, con una crescita potenziale degli scambi pari al 20%. Più in generale – ha concluso il vice presidente ABI - il settore bancario conferma, una volta di più, il proprio sostegno alle imprese su tutti i mercati strategici, come la Corea. Nella convinzione che anche in un momento così importante per l’economia del Paese, l’internazionalizzazione rappresenti un driver fondamentale su cui puntare per tornare a crescere”.
Sul fronte dei finanziamenti, l’industria bancaria italiana ha messo a disposizione delle imprese un plafond di circa 3,5 miliardi di euro, per sostenere l’operatività commerciale e finanziaria con la Corea del Sud. Le linee di credito sono utilizzate solo per il 44% e non prevedono copertura SACE. Ci sono quindi ampi margini per finanziare nuove iniziative di business, anche in vista della liberalizzazione degli scambi prevista dal Free Trade Agreement.
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Leggi tutto >>ABI e associazioni imprenditoriali: massimo sostegno al Governo
18 novembre 2011, 11:06
Leggi tutto >>Accogliamo con soddisfazione le linee programmatiche esposte oggi dal Presidente Monti. Apprezziamo in particolare, le parole di verità che egli ha pronunciato riguardo allo stato di salute dell’economia italiana e l’ampiezza del disegno riformatore, centrato sulla crescita come condizione indispensabile per il risanamento finanziario, oltre che per il futuro dei nostri giovani. Riteniamo importanti gli impegni assunti in materia di riequilibrio della pressione fiscale con la finalità di ridurne il peso su imprese e lavoratori.
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ABI e associazioni imprenditoriali: soddisfazione per nuovo Governo
17 novembre 2011, 11:00
Leggi tutto >>Esprimiamo viva soddisfazione per la formazione del nuovo Governo, presieduto dal Senatore, Professor Mario Monti. Le procedure sono state straordinariamente rapide, come l’urgenza della situazione richiedeva. La lista dei ministri presentata dal Presidente del Consiglio esprime profili di alta professionalità, competenza, spirito di servizio. Rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche. E’ assolutamente essenziale che sin da oggi i mercati percepiscano che il governo ha un sostegno ampio, forte e convinto in Parlamento. Il Paese nel suo complesso deve sapere esprimere concretamente quella coesione che è indispensabile in un momento tanto difficile.
Comunicato congiunto sulla crisi economica di associazioni di impresa e sindacati
14 novembre 2011, 21:11
Leggi tutto >>Il tempo dell’attesa è finito. Lunedì l’Italia deve avere un nuovo Governo di emergenza nazionale con una guida autorevole e il più ampio consenso in Parlamento. Abbiamo piena e totale fiducia nell’operato del Presidente della Repubblica.
Questa è la condizione per garantire la crescita, la stabilità e sopratutto la salvezza del Paese.
Tutte le forze politiche, nessuna esclusa, devono dare il proprio contributo. Chi si sottrarrà a questo impegno si assumerà la responsabilità di portare il Paese in una drammatica situazione di non ritorno.
“L’Italia si trova a un drammatico punto di svolta”: Comunicato congiunto di ABI e delle Associazioni d’imprese
10 novembre 2011, 20:42
Leggi tutto >>L’Italia si trova a un drammatico punto di svolta.
Occorre che tutti mettano al primo posto l’obiettivo di salvare il Paese e per questo convergano sulle riforme che ci vengono richieste dall’Unione Europea e dalla Comunità Internazionale. Non vi sono alternative possibili.
Esprimiamo piena fiducia nell’operato del Presidente della Repubblica e nei suoi costanti richiami alle responsabilità di ciascuno.
Rivolgiamo un forte appello a tutte le forze politiche. Non è il momento della divisione, non è il momento del conflitto. E’ il momento del dialogo e della ricerca di soluzioni per il bene comune.
Entro questa settimana deve essere approvata la legge di stabilità.
Occorre subito dopo dare il via all’azione forte e determinata di un governo di emergenza nazionale, con un’ampia base parlamentare. Occorre che già nelle prossime ore i mercati e la comunità internazionale percepiscano che si va concretamente delineando questa soluzione della crisi politica.
L’Italia ha tutti i mezzi, le condizioni, le risorse economiche e morali per farcela
Al via master universitario in relazioni industriali e gestione HR nel settore bancario
7 novembre 2011, 18:51
Persone e professionalità, supportate da articolate architetture tecnologiche, sono l’asse portante delle imprese bancarie e finanziarie. Favorire la crescita del livello delle competenze e delle professionalità di chi si occupa in banca di relazioni industriali, per lo sviluppo sostenibile della contrattazione collettiva di secondo livello. Tutto questo, in un momento caratterizzato da profonde trasformazioni, dove il miglioramento della produttività costituisce un obiettivo fondamentale per il settore perché la redditività delle banche torni a livelli più adeguati.
Definire e potenziare, dunque, un “codice di comportamento” sulle relazioni industriali è il principale obiettivo del Master Universitario, organizzato da ABI in sinergia con Universitas Mercatorum e ABIFormazione, per chi nel settore creditizio si occupa, a vario titolo e a diversi livelli di responsabilità, della materia.
L’iniziativa riveste una grande importanza per l’obiettivo generale alla base del recente accordo tra ABI e Sindacati sugli assetti contrattuali: un modello di relazioni sindacali regolato che crei condizioni di efficienza, flessibilità e produttività per il rafforzamento del settore bancario, per lo sviluppo dei fattori per l’occupazione stabile e tutelata, e per la salvaguardia delle retribuzioni reali dei lavoratori.
Il Master va appunto in questa direzione, nella convinzione che lo sviluppo delle competenze professionali in materia, sulla base di valori condivisi, sia un fattore di competitività utile a imprese e lavoratori.
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Leggi tutto >>Appello congiunto al Governo di ABI, Alleanza delle Cooperativa, ANIA, Confindustria, Rete Imprese Italia
2 novembre 2011, 19:36
Leggi tutto >>La situazione sui mercati finanziari sta precipitando e il nostro Paese è al centro delle turbolenze internazionali. L’attuale condizione è insostenibile per l’Italia e per gli italiani. Non possiamo continuare ad assistere alla corsa degli spread e al crollo dei valori azionari. Non possiamo correre il rischio di perdere in poche settimane ciò che abbiamo costruito in decenni di lavoro.
Non si possono più negare i rischi, non si può più dire che non c’è fretta, non si possono più privilegiare considerazioni di modesto cabotaggio politico rispetto all’esigenza primaria di salvare l’Italia.
Il tempo è scaduto. I danni sono già ingenti. Dobbiamo arrestare l’emorragia. Dobbiamo evitare che la sfiducia dei mercati e della comunità internazionale ci travolga.
Chiediamo al Governo di agire immediatamente, mettendo in atto i provvedimenti che ci sono stati chiesti ad agosto dalla BCE e nei giorni scorsi nel comunicato finale del Consiglio Europeo.
Il G-20 del 3 e 4 novembre di Cannes deve essere l’occasione per presentare alla comunità internazionale i risultati concreti dell’azione di Governo. Se ciò non avverrà, il Governo si assumerà una responsabilità storica nei confronti degli italiani e di tutta la comunità internazionale.
Rivolgiamo un appello forte al Presidente del Consiglio. Verifichi se ci sono le condizioni affinché questo Governo e questa maggioranza possano assumere immediatamente le misure che sono necessarie per ripristinare la fiducia nell’Italia da parte dei mercati, dell’Unione Europea e della comunità internazionale. Ne tragga altrimenti le conseguenze e lo faccia rapidamente, nell’interesse dell’Italia.
Per l’Unità d’Italia, ABI presenta il volume “Le Banche e l’Italia”
2 novembre 2011, 9:42
Il ruolo delle banche nella storia d’Italia e il loro contributo all’unificazione, all’integrazione nazionale e allo sviluppo economico del “nuovo” Stato fino ai giorni nostri. Per celebrare il centocinquantesimo anniversario dell’unità nazionale e dare un contributo alla riflessione in atto sulla storia del Paese a partire dal Risorgimento, l’ABI ha promosso un progetto di ricerca per analizzare e mettere a fuoco i nessi esistenti fra la società civile, l’economia e l’attività degli intermediari bancari.
La ricerca – affidata a un pool di storici, studiosi, economisti e giuristi coordinati dal prof. Leandro Conte dell’Università di Siena – è stata pubblicata nel volume “Le Banche e l’Italia. Crescita economica e società civile, 1861-2011”, edito da Bancaria Editrice. Al libro è allegato il dvd “Le Banche in Luce” che racconta la storia bancaria attraverso le immagini dell’Archivio storico dell’Istituto Luce. L’opera è stata presentata oggi a Roma nel corso di una giornata di studi alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
“Le imprese bancarie italiane – ha sottolineato il Presidente dell’ABI, Giuseppe Mussari, nella prefazione al volume - producono lavoro, ricchezza, benessere, sviluppo e il più prezioso dei beni pubblici: la stabilità finanziaria a difesa del risparmio. La solidità delle banche è fondamentale per il Paese: senza banche forti e competitive non c’è crescita né sviluppo. È dalla consapevolezza della solidità delle proprie radici storiche che le banche italiane debbono trarre la forza per affrontare e vincere le sfide del presente e del futuro, rafforzando il proprio ruolo nel tessuto sociale del Paese, accanto a famiglie e imprese”.
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Leggi tutto >>Nuove risorse Cdp previsti fondi per i ritardi di pagamento della Pa
27 ottobre 2011, 19:44
ABI e Ance esprimono profondo apprezzamento per la decisione della Cassa Depositi e Prestiti (CDP) di mettere a disposizione dell’industria bancaria specifici fondi per compiere operazioni di sconto pro soluto dei crediti che le imprese vantano nei confronti della Pubblica Amministrazione (PA).
Questa iniziativa consentirà di aumentare la liquidità a favore delle imprese in un momento di difficoltà economica, acuita dal grave problema dei ritardati pagamenti della PA Questo nuovo canale di finanziamento potrà rivelarsi decisivo per molte imprese di costruzioni, che sono alle prese con i drammatici effetti del Patto di Stabilità.
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Paolo Buzzetti, presidente dell’Ance, ha chiarito che: “Questa decisione rappresenta un primo passo per offrire soluzioni concrete al gravissimo problema dei ritardati pagamenti. La quasi totalità delle imprese che ha eseguito e completato da mesi lavori a favore delle pubbliche amministrazioni di tutta Italia sta ancora aspettando di essere pagata, a causa degli effetti del Patto di Stabilità interno che, così concepito, penalizza anche gli enti virtuosi. In questo modo, si stanno mettendo a repentaglio migliaia di posti di lavoro e l’esistenza stessa delle aziende. La speranza di tutte le imprese che rappresento è che questa misura diventi operativa nel più breve tempo possibile”.
Leggi tutto >>Convegno “Banche, Imprese & Cinema: si può fare”
27 ottobre 2011, 10:29
Sono solidi i fondamentali economici dell’industria cinematografica italiana. Lo dimostrano i dati, mai diffusi prima, presentati al convegno “Banche, Imprese & Cinema: si può fare”, organizzato da ABI, ANICA e Unindustria svoltosi di questa mattina in apertura di “The Business Street”, il Mercato del Festival Internazionale del Film di Roma. Le imprese attive sul territorio nazionale sono 6.120 secondo i dati ISTAT 2009, diffuse sul territorio nazionale in maniera disomogenea, dal momento che si concentrano nel Lazio (1800 – 28,2%) e in Lombardia (1247 – 19,5%).
Il fatturato generato da tali imprese in Italia nel 2008 ammonta a 5,7 miliardi di euro (di cui 3,2 nella sola produzione): interessante il confronto con la Germania, che fattura nello stesso comparto 6,3 miliardi di euro e con la Gran Bretagna, che tocca i 16,8 miliardi di euro.
Importante anche il numero di addetti, che tocca le 200 mila unità, tra lavoratori dipendenti e indipendenti, autonomi e liberi professionisti.
L’investimento annuo complessivo di capitali italiani privati e pubblici nelle opere filmiche supera i 300 milioni di euro. Il peso del finanziamento pubblico è diminuito negli anni, fino a coprire, nel 2010 circa il 12% dell’investimento complessivo.
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Il coinvolgimento di banche e imprese, rappresentate da ABI e da UNINDUSTRIA, insieme ad ANICA nel Convegno di oggi sta a significare lo sforzo comune per utilizzare al massimo le opportunità offerte dagli incentivi fiscali.
Giovanni Sabatini, Direttore generale dell’ABI, ha ribadito il grande interesse delle banche per il settore cinematografico. "Il cinema non è solo ‘frenetica passione’ – ha detto Sabatini - è un mercato importante, motore di sviluppo e un’ottima via per promuovere l’immagine dell’Italia all’estero. E’ necessario far ripartire la crescita e sfruttare le aree di eccellenza dell’Italia come il cinema. In questa direzione – ha aggiunto Sabatini – è fondamentale lo sviluppo delle agevolazioni fiscali del tax credit, che hanno enormi potenzialità soprattutto per l’applicazione a imprese esterne al settore cinema. Di grande importanza anche la nuova modalità di colloquio tra mondo finanziario e industria cinematografica, testimoniata anche dalla collaborazione tra l’ABI, l’ANICA e UNINDUSTRIA”.
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Leggi tutto >>Raggiunto tra ABI e Sindacati l’Accordo quadro sugli assetti contrattuali
25 ottobre 2011, 20:32
È stato raggiunto ieri in tarda serata tra ABI e Sindacati l’Accordo quadro sugli assetti contrattuali, che definisce le regole comuni da rispettare per la stipulazione dei prossimi contratti.
Francesco Micheli, che guida la Delegazione ABI, ha sottolineato che: “Abbiamo scritto le regole, abbiamo creato le condizioni per il rinnovo dei futuri contratti, abbiamo definito gli ambiti per una reale modernizzazione delle relazioni industriali. Siamo convinti che il senso di responsabilità, l’attitudine al confronto e la concretezza paghino. Abbiamo fatto insieme al sindacato un ottimo lavoro. Siamo tutti impegnati per favorire la crescita e la produttività del settore”.
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L’intesa affida alla contrattazione nazionale, di durata triennale, il compito di garantire la certezza dei trattamenti economi e normativi comuni per tutti i lavoratori ed alla contrattazione di secondo livello la possibilità di adattare le normative, sia di legge che di contratto, alle esigenze degli specifici contesti produttivi, riconoscendo efficacia generale ai contratti stessi.
In vista del rinnovo contrattuale, si sono individuati i criteri cui attenersi, sia per l’individuazione dell’indice inflattivo da utilizzare sia per la definizione della base di calcolo ai fini dell’adeguamento delle retribuzioni, tenuto conto degli specifici andamenti del settore.
Leggi tutto >>ABI agire in fretta sulla crisi, recuperando i ritardi sulla crescita
24 ottobre 2011, 21:48
“Occorre fare in fretta. Ormai non sono più rinviabili reali politiche di crescita. Il ritardo che si sta accumulando su questo fronte sta costando moltissimo in termini di occupazione, valore dei beni e dei risparmi delle famiglie, investimenti e valore delle imprese, tutto ciò, rischia di vanificare quanto di positivo e’ stato fatto in ordine alla tenuta dei conti pubblici”. Lo ha detto il Presidente dell’ABI, Giuseppe Mussari, intervenendo oggi alla tavola rotonda “Le Banche italiane per il Paese” nel corso della prima tappa a Cuneo del Road Show Italia 2011-2012. Iniziativa avviata dall’Associazione bancaria Italiana con l’obiettivo di raggiungere i territori e rendere ancora più concreto ed evidente quanto le banche fanno per la comunità, soprattutto nella difficile fase congiunturale che il Paese sta attraversando.
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Con questo spirito è stato presentato recentemente il Progetto delle imprese per l’Italia da ABI, Ania, Alleanza delle Cooperative, Confindustria e Rete Imprese Italia: una serie di misure da “fare subito” su pensioni, spesa pubblica, fisco, liberalizzazioni, semplificazioni, infrastrutture, energia.
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Leggi tutto >>Banche: in Piemonte mercato del credito tiene pur in un quadro economico incerto
20 ottobre 2011, 21:51
I finanziamenti bancari destinati all’economia piemontese hanno superato, a luglio 2011, i 120 miliardi di euro, con un incremento del 4,3% rispetto al 2010. In particolare, alle imprese sono andati circa 63 miliardi e alle famiglie oltre 38 miliardi.
I dati delineano un quadro nitido in vista dell’incontro di sabato 22 ottobre a Cuneo, prima tappa del Road Show Italia 2011-2012. L’iniziativa è stata avviata dall’ABI per raggiungere i territori, attraverso un modello di partecipazione diretta, e “spiegare” da vicino cosa fanno ogni giorno le Banche italiane per il Paese.
Pur in un contesto di difficoltà dell’economia reale, le banche non hanno fatto mancare il necessario sostegno finanziario alle imprese, convinte delle loro capacità di tenuta e delle potenzialità di crescita.
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La struttura del sistema bancario regionale, secondo i dati più recenti, vede attive sul territorio 77 banche per un totale di 2.700 sportelli che servono 656 comuni.
Gli Atm (sportelli bancomat) sparsi sul territorio sono 4.094 unità; i Pos (apparecchiature necessarie per pagare con il Bancomat direttamente nei negozi) 92.976. Nella regione i lavoratori bancari sono l’8,5% del totale nazionale di settore che ha toccato le 340.000 unità.
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Leggi tutto >>Manifesto delle Imprese – Lettera delle Associazioni al Presidente del Consiglio
18 ottobre 2011, 21:53
Leggi tutto >>Ill.mo sig. Presidente,
alcuni giorni addietro abbiamo presentato, come Associazioni di Imprese, alcune proposte tese a favorire la sostenibilità del debito pubblico nel medio periodo e la ripresa economica del nostro Paese.Ci ha mosso la preoccupazione incalzante dei nostri associati per un quadro congiunturale che si dimostra ogni giorno più severo.
La situazione è sempre più difficile, la fiducia nel nostro Paese sta velocemente diminuendo malgrado gli innegabili punti di forza dell’Italia e i risultati raggiunti.
Al fine di contribuire a fornire una risposta efficace a questa situazione abbiamo elaborato proposte concrete che possono essere discusse e integrate. Ad oggi, nessuna reazione concreta è seguita da parte del Governo e nessun dialogo è stato aperto.
Sappiamo che il Governo ha in animo di approvare un Decreto Sviluppo e, anche a questo proposito, riterremmo utile poter partecipare alla individuazione e alla messa a punto delle misure per contribuire ad accrescerne fattibilità ed efficacia. Un confronto di tal genere sarebbe oltremodo utile e pienamente in linea con quanto avviene in ogni Paese della Unione Europea.
Il ritardo che stiamo accumulando sul fronte del rilancio della crescita e della credibilità sta costando moltissimo in termini di occupazione, valore dei beni e dei risparmi delle famiglie, investimenti e valore delle imprese.
L’Italia ha mezzi, risorse, intelligenze, per risalire la china ma il tempo è scaduto. E’ allora di fondamentale importanza che il Decreto Sviluppo contenga misure strutturali, concrete e credibili, che diano un chiaro segnale di inversione di marcia, in assenza rischierebbero di essere vanificati gli sforzi fatti fino ad oggi in ordine alla tenuta dei conti pubblici.
Il nostro è un appello forte al fare: con unità di intenti è possibile superare una fase difficile. Confidiamo che il Suo Governo voglia realizzare le iniziative necessarie e adeguate alla gravità del momento.
Le imprese industriali, le imprese artigianali, commerciali e dei servizi, le imprese cooperative, le imprese bancarie e assicurative stanno facendo del loro meglio per passare attraverso l’attuale difficile contingenza, ma solo nel contesto di un efficace piano integrato e condiviso di rilancio del Paese questi sforzi non verranno vanificati.
Road Show ABI: le Banche italiane per il Paese
12 ottobre 2011, 19:26
Parte il 22 ottobre a Cuneo il primo itinerario ABI del Road Show Italia 2011-2012 che toccherà città dove meno frequenti sono le occasioni di incontro, ma altrettanto forti le necessità di evidenziare il patrimonio di esperienza, professionalità ed energie che le banche mettono a disposizione dello sviluppo e della crescita: dopo Cuneo, Vicenza, Ancona, Viterbo, Lecce e Ragusa.
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Ogni evento vedrà il coinvolgimento dei principali centri di riferimento – istituzionali, imprenditoriali, civili e sociali – presenti sul territorio, con cui confrontarsi sulle possibili soluzioni per uscire dalla crisi. In primo luogo rafforzando ulteriormente le relazioni e la collaborazione verso obiettivi comuni. Tutto questo attraverso un modello di partecipazione diretta per “spiegare” da vicino, tappa dopo tappa, cosa fanno ogni giorno le Banche italiane per il Paese
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