ABI Campania: economia territorio debole , credito ne risente

28 febbraio 2013, 18:10

Nel corso del 2012 si è accentuato il calo dell’attività economica in Campania; in flessione sia fatturato che il livello degli ordini in tutti i settori produttivi; solo per le imprese esportatrici e nel segmento turistico si segnalano trend migliori della media. Il rallentamento congiunturale è previsto continuare anche nel 2013.

Le conseguenze si riflettono sulla dinamica del credito che mostra una situazione della Regione in rallentamento: a fine novembre 2012i finanziamenti bancari destinati principalmente alle famiglie e alle imprese del territorio hanno raggiunto circa 69 miliardi di euro con una variazione del -3,4% rispetto all’anno precedente.

I dati sono stati presentati oggi a Napoli dal Presidente di ABI Campania, Giuseppe Castagna, alla stampa economica regionale nel corso di un incontro sui contenuti principali dell’attività della Commissione e sulla situazione creditizia del territorio.

[…]

I finanziamenti delle banche alle imprese locali (comprese le famiglie produttrici)  sono pari a 38,9 miliardi di euro a novembre 2012 (-4,1% rispetto al 2011;  -3,4% il Mezzogiorno); alle famiglie consumatrici sono andati 29,9 miliardi (-2,5% la variazione annua in linea col resto del Mezzogiorno).

[…]

In questa fase di crisi, il consolidamento del rapporto tra banche e imprese ha prodotto risultati  importanti: l’Avviso comune per la sospensione dei mutui ha rappresentato la prova più tangibile di quanto le banche siano vicine alle imprese.

A febbraio 2012 è stata firmata una nuova intesa che delinea “Nuove misure per il credito alle Pmi”: in dettaglio, ai sensi di tale iniziativa le banche hanno sospeso quasi 68.633 finanziamenti a livello nazionale (che si aggiungono ai 260.000 dell’Avviso comune scaduto il 31 luglio 2011), pari a 22,4 miliardi di debito residuo (in aggiunta ai 70 miliardi dell’Avviso comune) con una liquidità liberata di 3,3 miliardi (oltre ai 15 miliardi di euro con l’Avviso comune). Alla Campania è riconducibile circa il 3,2% del totale delle operazioni sospese e 5,7% dell’ammontare complessivo delle quote capitali sospese.

Leggi il comunicato stampa

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Categorie: ABI
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