ABI: Patuelli eletto per acclamazione Presidente

31 Gennaio 2013, 19:14

Sotto la Presidenza di Camillo Venesio si è riunito oggi in seduta straordinaria, in via d’urgenza, il Comitato esecutivo dell’Associazione bancaria italiana. Il Comitato esecutivo […] ai sensi dell’articolo 14, comma 2 dello Statuto, ha eletto per acclamazione Antonio Patuelli Presidente dell’Associazione bancaria italiana e deciso di comunicare tale deliberazione al Consiglio nella prima riunione successiva.

Il nuovo Presidente Antonio Patuelli, appena eletto, ha affermato: “Crediamo e operiamo per banche assolutamente indipendenti, distanti e distinte dalla politica e da ogni rischio di interferenze e di interessi in conflitto. Crediamo e operiamo per ‘banche senza aggettivi’, come insegna Luigi Einaudi, tutte in concorrenza fra loro.

Crediamo e operiamo per la sana e prudente gestione bancaria, la più complessa fra le imprese, con rigore e precisione delle scienze fisiche e matematiche.

Crediamo e operiamo per un’economia soggetta all’Etica e al Diritto: se un’operazione è ammissibile per legge, ma contrastante con l’Etica, non deve essere effettuata: le questioni di principio prevalgano sempre.

Abbiamo stima e rispetto di tutte le Istituzioni di vigilanza e di garanzia e crediamo in un’Europa più solida e integrata senza egemonie.

Abbiamo forte consapevolezza della gravità dei problemi nei quali operano in Italia famiglie e imprese: occorre avere sempre responsabilità sociale. Occorre sviluppare un circuito virtuoso di solidità delle banche e di sensibilità sociali anche attraverso i milioni di azionisti delle banche italiane, nelle diverse forme societarie, in mutualità, cooperazione e che nelle spa permettono impegni sociali diretti e indiretti tramite le Fondazioni.

Crediamo e operiamo per la ripresa della produttività, dello sviluppo e dell’occupazione in ogni settore e parte d’Italia: perciò le banche chiedono alle Istituzioni semplificazioni normative e burocratiche per rendere più semplice l’accesso al credito per la ripresa dello sviluppo, senza che sulle banche siano  scaricati oneri impropri o vincoli inammissibili, garantendo alle banche e alle imprese italiane di ogni genere, condizioni competitive con quelle di ogni parte d’Europa.

L’attenzione deve essere innanzitutto rivolta alle decine di milioni di risparmiatori, dei quali gran parte è azionista diretta o indiretta (tramite Fondi d’investimento) delle banche italiane, alle centinaia di migliaia di bancari e alle loro rappresentanze. I doveri debbono sempre prevalere, lontani dai modelli del più rischioso capitalismo d’oltremare, dall’anarco-capitalismo, ma sostenitori di un mercato competitivo e regolato.

Costruiamo insieme un nuovo clima di fiducia e non cediamo mai all’irragionevolezza e alla rassegnazione”.

Leggi il comunicato stampa

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