Bancoposta nel mirino dell’antitrust?

24 Ottobre 2012, 14:41

Perché l’Antitrust avrebbe preso di mira le poste italiane, privatizzate verso fine anni ’90?

Dobbiamo spiegare meglio il problema. Innanzitutto, l’Antitrust interviene quando vi può essere il mancato rispetto dei principi del libero mercato.

Ed in effetti, pensate un po’ già al presumibile vantaggio dominante delle poste italiane, prima di Stato (e per tradizione i nonni e le persone anziane hanno sempre visto le poste come la prassi) e poi all’improvviso di privati (e questo  è un concetto non assimilabile dalle persone più anziane). Una buona fascia di clientela è già assicurata, ma bisogna trovare un margine di redditività (chiusura di bilancio 2011 con utile netto di 846 milioni di euro).

Ecco così che le poste si modernizzano entrando in concorrenza con il settore bancario, unendo ai tradizionali servizi postali, i prodotti bancoposta (finanziamenti –prestiti e mutui – investimenti – gestione conto corrente e carte, money transfer).

Così come con le nuove normative non si è obbligati ad aprire il conto corrente presso l’istituto che ci ha concesso il mutuo, non potrebbe, invece, accadere, ad esempio, che bancoposta (da molte persone visto ancora come le poste) non abbia sostanzialmente gli stessi vincoli del settore concorrente, sfruttando un po’ la sua storia pregressa?

E d’altra parte, sul fronte dei costi, non vi  è una chiara separazione,  visto che il gestore dei due servizi (tradizionali e non) è unico.

Si tratta di una pura intuizione, un po’ anche per giudicare presumibilmente l’istanza dell’Antitrust.

E quindi, cosa consiglierebbe l’Antitrust? Semplicissimo, Poste e bancoposta devono essere due entità separate.

Ecco la tesi dell’Antitrust sull’utilità del “divorzio”: ”stesse regole di vigilanza e pienamente integrata a livello di sistemi di pagamenti e di interoperabilità  delle reti”.

Ma al momento è soltanto disegno, anche perché l’altro problema è il post-divorzio. Come fa a sostentarsi il solo settore tradizionale se non rendendo più costoso il servizio di pubblica utilità? D’altronde, già vi sono altre società che operano nel campo, in concorrenza con le Poste.

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Categorie: Approfondimenti


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