Audizione del Credito Cooperativo alla Commissione Finanze della Camera

19 gennaio 2012, 12:09

Audizione, questa mattina a Roma, di una delegazione di Federcasse (l’Associazione delle 400 BCC e Casse Rurali italiane) guidata dal Presidente Alessandro Azzi presso la VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati, nell’ambito della indagine conoscitiva sulla Proposta di Regolamento e Direttiva del Parlamento e del Consiglio europeo sui requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento (Basilea 3).

[…]

Il sistema bancario europeo e le stesse autorità regolamentari – ha detto il Presidente - hanno più volte ribadito che l’origine della crisi si colloca al di fuori del modello tradizionale di banca cooperativa e locale, modello che ha avuto - e ha tuttora - un ruolo chiave nella stabilità e nella crescita del tessuto economico europeo”. “Tuttavia, i nuovi requisiti in corso di definizione finiranno per incidere proprio su un modello virtuoso e, di conseguenza, sulla capacità di sostegno finanziario alla clientela delle banche cooperative (famiglie e imprese, quindi l’economia reale che crea occupazione e reddito), clientela che spesso è “proprietaria” in quanto socia della singola BCC”.

Sono cinque, in estrema sintesi, le osservazioni alla normativa in via di definizione portate alla attenzione del Parlamento italiano dal Credito Cooperativo:

  • Prima osservazione: una normativa omogenea applicata a contesti caratterizzati da diffusi profili di eterogeneità rischia di generare, contrariamente all’obiettivo dichiarato, un terreno di gioco assolutamente non livellato. Un esempio: le misure inerenti al rischio di liquidità che non considerano ancora adeguatamente il modello a network del  quale si sono dotate le BCC e che sarà ulteriormente rafforzato dall’entrata in vigore del nuovo Fondo di Garanzia Istituzionale del Credito Cooperativo.
  • Seconda osservazione. Basilea 3 penalizza in particolare le banche “che hanno mostrato maggiore resilienza alla crisi". Occorre che la normativa distingua se un intermediario opera a livello territoriale o trans-nazionale, se nella finanza speculativa o solo nell’intermediazione tradizionale e nel sostegno all’economia reale, se nel portafoglio possiede titoli del debito pubblico del suo Stato o titoli tossici.
  • Terza osservazione. Lo scopo della nuova normativa può essere raggiunto solo se ne assicura la contestuale applicazione in tutti i principali Paesi che partecipano al sistema finanziario globale.
  • Quarta osservazione. Il tempo fissato per l’adeguamento normativo non appare sufficiente. Molte previsioni importanti del Regolamento e della Direttiva in corso di definizione dovranno essere applicate dal 1° gennaio 2013 mentre, anche nelle più ottimistiche previsioni, i due testi legislativi non saranno adottati prima della metà del 2012.
  • Quinta osservazione. Il recepimento delle nuove regole di Basilea 3 comporta un aumento significativo, in termini di qualità e quantità, del capitale necessario a soddisfare i requisiti normativi. Si tratta di un incremento del 31,25% del livello degli attuali requisiti. Per chi non accede al mercato per effettuare gli aumenti di capitale, come le BCC (le quali  incrementano i propri mezzi patrimoniali prevalentemente attraverso l’appostazione degli utili a riserva), il rischio è che – in circostanze sfavorevoli - le nuove più restrittive misure sul capitale determinino una contrazione, anche significativa, della capacità di finanziamento e sostegno dell’economia.

Leggi il comunicato stampa

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Categorie: Banche di Credito Cooperativo
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