Il presidente di ABI Mussari critica le dichiarazioni della Camusso su criminalità e banche

19 novembre 2010, 19:49

Il Presidente di ABI, Giuseppe Mussari, ha criticato fortemente le dichiarazioni rilasciate della neo-leader della Cgil, Susanna Camusso, che attribuisce alle banche un concorso di colpa nelle infiltrazioni delle organizzazioni criminali al nord, che sarebbero avvenute perché il sistema bancario non ha saputo fare fronte alle necessità degli investimenti delle imprese.

”La stima per la persona e per il ruolo che ricopre sono fuori discussione, ma su quello che ha detto oggi Susanna Camusso non sono assolutamente d’accordo. E’ impensabile che in questo paese vengano sempre attribuite all’industria bancaria colpe e responsabilità attribuibili ad altri. E’ ora di farla finita, ogni qualvolta che ciò avverrà replicheremo a ragionamenti astratti e infondati con la forza dei numeri. Le banche non sono solo venti amministratori delegati, o venti presidenti di cda, la banche sono oltre 300mila dipendenti che ogni giorno erogano credito secondo regole di sana e prudente gestione, regole la cui applicazione non è possibile paragonare all’uso del denaro da parte di organizzazioni mafiose.
"Le piccole e medie imprese hanno potuto contenere gli effetti negativi della peggiore crisi economica del dopoguerra grazie al sostegno delle imprese bancarie: l’Avviso comune ha consentito di mantenere nelle imprese liquidità pari a 13 miliardi. Le perdite su crediti dovute alla crisi sono state pari a 22 miliardi. Questo è il prezzo che le banche pagano per la crisi! Senza che ciò sia costato un euro al contribuente italiano. E se oggi l’Italia non soffre come altri paesi europei, lo deve anche alla natura e alla solidità delle sue banche. Le imprese bancarie sono state e saranno pronte ad intervenire a fronte di emergenze territoriali, come è accaduto di recente in Veneto e sono anche pronte a gestire la delicata fase di passaggio che ci attende al termine del programma dell’Avviso comune. Vogliono essere banche per l’economia reale, sono un asset industriale fondamentale del paese, non accettano di essere bersaglio continuo di polemiche prive di fondamento e di senso logico.
"Le banche italiane sono in prima fila nella lotta alla criminalità organizzata e la piena applicazione della normativa sul riciclaggio, che tanti oneri impone alle banche, ne è la prova più evidente. Sono in prima fila nella lotta all’uso del contante, vero canale privilegiato per l’economia sommersa e malavitosa, come dimostrano le iniziative assunte con il Ministero della giustizia e degli interni. Le infiltrazioni mafiose, l’analisi del fenomeno, il modo con cui contrastarle sono materie di esclusiva competenza del Ministro degli interni, che a questo proposito sta ben operando, come dimostrano i recenti successi. A ciò le banche, con le loro puntuali segnalazioni, continueranno ad offrire un importante supporto".

Leggi il comunicato stampa

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