Non solo lezioni. Viaggio dentro l’economia che cambia

6 luglio 2010, 19:53

Il terzo seminario del ciclo “Non solo lezioni. Viaggio dentro l’economia che cambia” ha avuto come tema “Export, opportunità e criticità per il sistema Italia”.  All’incontro, moderato dal giornalista Paolo Messa, è intervenuto Antonio Vigni, direttore generale di Banca Monte dei Paschi di Siena (di cui riportiamo la sintesi dell’intervento più sotto), Giovanni Castellaneta, Ambasciatore e presidente SACE , e Alessandro Pansa, condirettore generale Finmeccanica.  

SINTESI DELL’INTERVENTO DI ANTONIO VIGNI, DIRETTORE GENERALE DI BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA PUNTI PRINCIPALI

Opportunità per il sistema Italia

  • Una forte manifattura (circa l’11% del valore aggiunto dell’industria dell’UE 27 è riferibile all’Italia) ed una “base di partenza” di rilievo (esportazioni italiane pari a circa il 24% del PIL domestico; circa 20.000 le imprese a controllo nazionale residenti oltre confine). 
  • Alcune vere e proprie eccellenze (“4A”: Alimentari, Abbigliamento, Arredo-casa, Automazione), anche grazie alle quali, nel periodo gennaio-aprile 2010, rispetto al corrispondente periodo del 2009, le  esportazioni sono aumentate dell’8,8% (+8,7% per i paesi UE e +8,9% per i paesi esterni all’area). Detto aumento è stato determinato da una crescita dei volumi (+6,7%), molto più forte di quella dei valori medi unitari (+2,7%). 
  • Presenza di distretti industriali, che in parte bilancia il “tema” dimensionale delle ns. imprese.
  • Prospettive di ripresa del commercio mondiale: dopo essere diminuito del 12,3% in termini reali nel 2009, dovrebbe tornare a crescere nel 2010 e nel 2011 (+5,8% a/a e +6,3% a/a rispettivamente, secondo il FMI, e +6% e 7,7% secondo l’OCSE - stime febbraio). 
  • Crescente importanza delle aree emergenti (nel 2008 il peso degli emergenti è salito al 45% del PIL mondiale dal 37% del 1988 e nel 2020 si stima raggiunga il 60%) e della loro middle class (nel 2009 la Cina ha superato l’UK come numero di “ricchi”). 
  • Secondo il “sentiment” della nostra Rete, presenza di segnali di ripresa dell’economia che si fanno più consistenti, con il fatturato trainato dall’export (a tale proposito, si è registrata un’accelerazione della produzione industriale e degli ordinativi ad aprile, rispettivamente, del +1% e del +4,7% m/m). 
  • Supporto da parte di un sistema bancario per tradizione vicino alle PMI e ai bisogni del territorio. La fase più statica della domanda di prestiti da parte delle imprese è alla fine e le operazioni riguardano non solo ristrutturazioni ma anche finanziamenti per investimenti
  • Costo del finanziamento che si è ridotto sensibilmente, collocandosi su livelli storicamente bassi (3,1% il tasso medio a marzo 2010), con un calo dei tassi bancari maggiore di quello osservato nell’area Euro, sia sui prestiti indicizzati che su quelli a tasso fisso. I meccanismi di sostegno all’accesso al credito attivati hanno dato prova di efficacia.

Criticità per il sistema Italia

  • L’Italia, che storicamente esporta beni a basso contenuto tecnologico (esempio tessile ed abbigliamento), soffre più di altri competitors europei della concorrenza. In Italia la percentuale di esportazioni ad alta tecnologia rappresenta solo l’11%, meno della metà della media OCSE. Anche per le esportazioni a tecnologia medio-alta, la quota italiana risulta la più bassa:  pari al 39%, contro una media OCSE del 42%. 
  • Il settore privato non investe in R&S; tali investimenti in Italia sono meno della metà di quelli che vengono destinati mediamente nei paesi OCSE. Il divario si accentua molto se prendiamo la media dei G7: gli investitori privati italiani destinano alla ricerca solo 1/5 delle risorse mediamente destinate alla ricerca nei paesi G7. 
  • L’Italia ha difficoltà ad attrarre capitali dall’estero. Gli investimenti in venture capital sono meno di 1/5 della media OCSE e circa 1/10 dei paesi G7. La scarsa competitività nel manifatturiero, così come una bassa capacità di attrarre investimenti, dipendono anche da alcuni fattori/condizioni istituzionali. 
  • Rimane centrale il tema della dimensione: circa il 95% delle imprese italiane ha un n. di addetti inferiore a 9 rispetto al 91% Europeo, mentre le grandi imprese sono meno della metà. 
  • Malgrado la valuta unica, negli ultimi 10 anni l’Italia ha “sofferto” in termini di competitività nei confronti di Germania e Francia.  

Linee evolutive dell’export italiano

  • Alcuni settori industriali beneficeranno maggiormente della ripresa del commercio mondiale. Tra questi la meccanica, la metallurgia, il petrolifero e gli alimentari, ovvero quei settori che tra il 2000 ed il 2007 hanno aumentato la loro propensione all’export, anche attraverso ristrutturazioni/cambiamenti di strategia (che adesso cominciano a “pagare”). 
  • Al di là degli sviluppi dei mercati valutari, conterà un riposizionamento dell’export sui mercati caratterizzati da migliori prospettive di crescita. A tal proposito, è quindi prevedibile una ulteriore crescita delle esportazioni soprattutto verso alcuni paesi di Asia e Africa a discapito dei mercati maturi, confermandosi un fenomeno già in atto (Asia e Africa hanno infatti registrato un incremento della loro domanda per il “made in Italy”. Nei primi 10 mesi del 2009, l’Asia ha assorbito il 13,94% delle esportazioni manifatturiere italiane, dal 12,48% del 2008, e l’Africa il 5,51%, dal 4,92%). 
  • Saranno premiate le imprese che punteranno sulla qualità e sul “made in Italy” (la diversità dei nostri prodotti e distretti è un vantaggio competitivo rilevante per l’export), investendo in ricerca e sviluppo, senza tralasciare altresì percorsi di crescita dimensionale, in grado di aumentare la competitività complessiva delle produzioni. 
  • Si confermerà comunque l’importanza di “fare sistema” per affrontare i mercati, anche più lontani, che presentano potenzialità di crescita (reti di imprese, distretti, operatori bancari/finanziari, associazioni di categoria, centri di ricerca, soggetti pubblici). 
  • Occorrerà inoltre sviluppare ulteriormente un “terziario” in grado di supportare la “produzione”: dalla logistica, al packaging, alla consulenza sui mercati esteri, ai servizi post-vendita. 

Leggi il comunicato stampa

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Categorie: MPS
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